13 – ACCIAIERIA BESSEMER

13 – L’ACCIAIERIA BESSEMER

Fin dalle origini in azienda si produce acciaio di diversa qualità con impianti e procedimenti tipici dell’epoca: al forno Martin Siemens, al crogiolo, al convertitore Bessemer. Quest’ultimo processo siderurgico è ideato e sviluppato in Inghilterra nel 1855 dall’ingegnere Henry Bessemer e brevettato negli Stati Uniti l’anno successivo. Esso consiste nel far attraversare un bagno di ghisa fusa da una corrente d’aria, per la decarburazione e l’ossidazione del silicio e del manganese in essa contenuti. Il processo avviene all’interno del convertitore, un contenitore metallico a forma di pera rivestito internamente di materiale refrattario siliceo. In un’area coperta di 3.100 metri quadrati, situata di fronte al lato ovest della palazzina dell’orologio (punto di interesse storico n. 7), sono installati due convertitori Bessemer da 8 tonnellate ciascuno, messi in funzione nel 1886. L’aria immessa al loro interno attraverso piccoli fori o tubiere, situati sul fondo, è fornita da due macchine soffianti azionate da turbine idrauliche da 1000 CV, situate in un edificio di fronte al lato sud del reparto. La ghisa è approvvigionata solida, in pani o rottami, e rifusa in quattro cubilotti da 15 t/h ciascuno. L’affinazione della ghisa liquida dura 20 minuti circa, poi il convertitore, ruotando intorno ad un asse verticale, rovescia il metallo fuso della siviera (recipiente metallico a forma di secchio) per il successivo colaggio nelle lingottiere, le forme di ghisa da cui si ricavano i lingotti d’acciaio da fucinare o laminare. L’acciaio prodotto con questo procedimento è di qualità comune, utilizzato per fabbricare rotaie ferroviarie e travi a doppio T. Il 14 maggio del 1886, alla presenza del principe Tomaso di Savoia, in azienda è laminata la prima rotaia, dando avvio alla produzione commerciale di materiale ferroviario. L’acciaieria Bessemer rimane in funzione per venti anni, fino alla chiusura avvenuta nel 1906. Gli impianti sono trasferiti allo stabilimento di Portoferraio della Società Elba che, disponendo di altiforni per la produzione della ghisa, utilizza questo impianto più efficientemente. L’area occupata dalla Bessemer viene destinata all’ampliamento della fonderia getti di acciaio (punto di interesse storico n. 9). Oggi non rimane più nulla dell’edificio, al suo posto si trova il parco 4, un ampio spazio utilizzato per lo stoccaggio dei prodotti della laminazione a caldo.