16 – CASE OPERAIE

16 – CASE OPERAIE

In Italia l’avvio dello sviluppo industriale coincide con la fondazione della Società Alti Forni, Fonderie e Acciaierie di Terni, il primo moderno impianto siderurgico realizzato nel Paese. Terni diventa un modello di città industriale. La presenza di una grande fabbrica, infatti, comporta radicali cambiamenti sociali e urbanistici. Si forma una classe operaia, composta in gran parte da persone provenienti da altri comuni o regioni e che diventa forza capace di rompere gli equilibri economici e sociali di un luogo da sempre a vocazione agricola. La richiesta di manodopera è forte e la popolazione aumenta esponenzialmente e con essa la carenza di alloggi. Dal 1861 al 1911 è più che raddoppiato il numero degli abitanti di Terni: da 20.956 a 45.941. L’azienda, per sopperire a tale carenza, contemporaneamente alla realizzazione degli impianti fa edificare un primo nucleo di abitazioni per operai e subalterni lungo viale Brin, in prossimità dell’ingresso per gli operai (punto di interesse storico n.10). Cinque edifici a tre piani, di cui due verranno successivamente uniti per ospitare l’ufficio tecnico della Regia Marina (punto di interesse storico n. 12). In questo modo i lavoratori posso usufruire di un alloggio a canone calmierato, detratto in busta paga ogni mese. Nel corso degli anni l’azienda fa costruire molte altre abitazioni sociali per i propri dipendenti, sia in citta che, a partire dagli anni Venti, nelle località dove si trovano gli stabilimenti che la Società ha acquisito in quel tempo: a Papigno, Collestatte e Nera Montoro per i lavoratori degli stabilimenti elettrochimici, a Spoleto per i minatori delle miniere di Lignite e i dipendenti del cementificio e della fabbrica di laterizi. A Terni, lungo viale Brin, asse di collegamento tra la città e l’industria, si costruiscono alcuni fra i casi più significativi di edilizia legata allo sviluppo industriale ternano. Alla fine dell’Ottocento si edifica il “palazzone”, uno stabile a pianta rettangolare con cortile interno e ballatoio che si sviluppa su cinque livelli. È un esempio di abitazione operaia della tipologia “a caserma”, con 100 appartamenti da 5 vani ognuno che nel 1907 conta circa seicento abitanti. Nel 1935 sono costruiti il “grattacielo” e il “palazzo rosa”, due edifici con strutture in cemento armato che si fronteggiano e che hanno lo stesso impianto planimetrico e gli stessi caratteri architettonici, ma differenti per dimensioni e tipi edilizi: a ballatoio con 72 appartamenti il grattacielo, in linea con 52 appartamenti il palazzo rosa. I due edifici costituiscono i primi due esempi di tipologie razionaliste in città.